I Testaroli: una specialità della Lunigiana

ricetta Testaroli

Testaroli della Lunigiana

I Testaroli sono una specialità della Lunigiana, una splendida e isolata valle che si estende verso l’interno e lungo il confine tra la Toscana e la Liguria. Essi devono il loro nome al testo, piatto di ghisa leggermente bombato o dalla piastra in pietra che viene utilizzata per la cottura. Alcuni storici alimentari hanno suggerito che i testaroli potrebbero in realtà essere dei precursori della pasta che oggi viene consumata su tutto il resto della penisola.

Per realizzare una quantità di testaroli sufficiente per 6 persone occorre circa un’ora e, se si vuole essere tradizionalisti, sono necessarie abbondanti quantità di pesto (almeno una tazza) come condimento. I testaroli vanno serviti caldi, ma sono molto buoni anche freschi. Per realizzare il piatto avrete bisogno di:

  • 4 1/5 tazze (500 g) di farina di grano integrale
  • 1 litro d’acqua
  • Un pizzico di sale
  • Pesto

Unite la farina, l’acqua e il sale per fare una pastella. Scaldate una padella di ferro larga circa 18 cm (in commercio ne esistono già di pronte per i testaroli) e ingrassatela leggermente con dell’olio d’oliva.

Aggiungete la pastella, tanto quanto basta per creare uno strato di 2,5 cm circa di spessore, inclinate la padella per diffondere la pastella. Coprite e cuocete fino a quando non emergano delle bolle in superficie (un po’ come una frittella), poi capovolgete il testarolo e cuocete l’altro lato per qualche minuto.

Alessandro Pradelli di La Cucina Ligure, suggerisce un tempo totale di cottura pari a dieci minuti, anche se può variare a seconda del materiale della padella. Poi, una volta cotti i testaroli, appoggiateli su dei panni o della carta da forno per raffreddare. È possibile a questo punto arrotolarli e conservarli per diversi giorni.

Per utilizzarli dovete tagliarli a rombi da 4 cm di larghezza circa. Portate una pentola di acqua salata a bollore, spegnete la fiamma e immergete i testaroli. Lasciateli a mollo per 2 minuti, scolateli o rimuoveteli con un colino e condite con del pesto.

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1 Comment

  1. Può suonare "blasfemo" per i liguri puri, ma da provare anche alla carbonara!

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